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Come Registrare i Risconti

Sei un neoaddetto alla contabilità aziendale (o un esercente arti e professioni da poco entrato nel mercato del lavoro) e hai timore di confrontarti con i risconti attivi? Effettivamente, bisogna ammettere che sono scritture contabili di non facile rilevazione e registrazione, visto che sono strettamente legate a operazioni economiche a cavallo tra due esercizi amministrativi. Vediamo come individuarle e registrarle senza commettere errori.

I risconti (attivi e passivi) attengono alla rilevazione e registrazione di un costo/ricavo che si manifesta finanziariamente nell’esercizio corrente (perché sostieni il costo o incassi il ricavo subito e tutto per intero), ma che di fatto deve essere imputato per una sua parte all’esercizio successivo in rispetto al glorioso principio di competenza per cui ogni costo va correlato al proprio ricavo. Non a caso si parla di costi o ricavi “sospesi” che vengono rettificati e di scritture di assestamento. Per maggiori informazioni su questo argomento è possibile fare riferimento a questa guida sulle scritture di assestamento su questo blog.

Partendo dal presupposto che il risconto passivo è un ricavo (rettifica di ricavo) che incassi anticipatamente, il risconto attivo, oggetto di questa guida, è un costo (rettifica di costo) che sostieni anticipatamente, di cui una parte viene sospesa perché rinviata nell’esercizio successivo, visto che deriva da un’operazione economica che esplica i suoi effetti a cavallo tra 2 esercizi. Per rilevarlo e registrarlo in partita doppia, dovrai tenere conto di un elemento fondamentale: il tempo.

Ti faccio un esempio pratico comprensivo di rilevazione e registrazione in partita doppia. Supponiamo che l’ 1 ottobre 2017 Tizio abbia dato in locazione semestrale a Caio un immobile concordando che il canone verrà pagato anticipatamente e avrà un importo pari a 15.000,00 €. Bisogna calcolare dal punto di vista di Caio la quota sospesa del 2018.

Per calcolare numericamente il risconto attivo devi prendere in considerazione l’intero importo del canone (15.000,00 €) e dividerlo per la durata del tempo contrattuale (in questo caso 6 mesi = 180 giorni); otterrai così il costo giornaliero del canone. A questo punto, dovrai moltiplicare il prezzo giornaliero per il numero di giorni che vanno dall’ 1 gennaio all’1 aprile 2018(91 giorni). Il risultato è l’importo del risconto. L’operazione matematica sarà questa: 15.000: 180 = 83,3 € 83,3 x 91 = 7.583,3 € (RISCONTO ATTIVO)

Quindi, l’importo di competenza del 2010 sarà di € 7.416,7(perché da € 15.000 devi decurtare € 7.583,3). Per quanto riguarda le scritture che tu, in qualità di operatore contabile, dovrai redigere nei libri contabili dell’azienda di Caio, devi innanzitutto sapere che la prima cosa da fare è compilare in partita doppia la scrittura del pagamento effettuato il primo ottobre 2017: AFFITTI PASSIVI a BANCA C/C € 15.000

Al 31/12/2017 dovrai invece rilevare il risconto attivo redigendo la seguente scrittura: RISCONTI ATTIVI a AFFITTI PASSIVI € 7.583,3 In questo caso il risconto attivo va nella sezione DARE perché è un costo sostenuto per intero, quindi il conto “risconti attivi” è un conto di natura economica, non a caso va inserito nel Conto Economico.

Il giorno 1/ 1/2018 dovrai attuare lo storno, quindi effettuerai questa registrazione: AFFITTI PASSIVI a RISCONTI ATTIVI € 11.261,4 In questo caso, i risconti attivi vanno inseriti nella sezione AVERE perché sono debiti. A questo punto, tutti i fatti aziendali di tipo economico e finanziario saranno stati annotati in modo corretto ed esaustivo.

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