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Differenze tra Speculatori e Cassettisti

Il risparmio viene comunemente definito come la quantità di ricchezza prodotta in un determinato periodo di tempo (in genere un anno), che non viene consumata, ma accantonata per far fronte ad eventuali e possibili bisogni futuri. Si risparmia per acquistare una casa, per far fronte a spese imprevedibili, come la salute, per assicurarsi una migliore qualità della vita quando si arriverà avanti con gli anni, per fare un viaggio o una vacanza, per i figli. Comunque alla base del risparmio c’è sempre l’incertezza per il futuro.
Il risparmiatore dunque è il protagonista dello sviluppo economico, sia per i consumi che per la collocazione (o investimento) del risparmio. Risulta essere colui che collega il risparmio con l’impresa tramite il mercato di Borsa. L’approccio del risparmiatore con la Borsa può, a grandi linee, assumere due aspetti, investimento o speculazione. La distinzione tra le due posizioni, però, non è così netta come può apparire. Infatti spesso, in pratica, convivono e si integrano.

Come negli eventi della quotidianità così anche in Borsa è il tempo il metro con cui si misurano i comportamenti sia delle imprese che del risparmiatore-azionista. L’unità di base è certamente l’anno solare, con il quale si prende in considerazione l’esercizio sociale delle aziende, si calcola l’utile conseguito, le tasse, gli ammortamenti, i dividendi, ecc. Al concetto di tempo si legano i termini breve, medio e lungo termine, che sono un parametro di riferimento per chi opera in Borsa. E’ da questo concetto che nasce la differenza tra investitore (che possiamo definire anche cassettista) e speculatore.
In Borsa, di solito, breve termine significa un periodo di tempo compreso tra una/due settimane e uno/tre mesi, medio termine tra due/tre mesi e cinque/sei mesi, lungo termine tra sei e diciotto mesi.

La questione rimane aperta. Per comodità si considera il cassettista colui che detiene investimenti azionari almeno per un anno, a differenza dello speculatore che approfitta delle forti oscillazioni di mercato per acquistare e vendere nel breve periodo. Il cassettista compra azioni di aziende solide che distribuiscono buoni dividendi, lo speculatore invece compra azioni anche di aziende che non presentano buoni fondamentali, e lo fa sulle voci di mercato che sottovalutano o sopravvalutano i titoli, facendo in pratica delle scommesse.

Una considerazione: quando la speculazione diventa predominante (e in questi anni si è sentito spesso dire, in certi momenti burrascosi di Borsa, che la speculazione la faceva da padrone, affossando ancora di più il mercato), i prezzi delle azioni si scostano molto dal loro valore reale. In questa situazione i prezzi non sono più indicativi e la funzione del mercato azionario viene messa in discussione e perde di credibilità.

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